L'Adoc (Associazione per la Difesa e l'Orientamento dei Consumatori) ha lanciato una campagna contro la tassa di concessione governativa versata negli ultimi tre anni da tutti i titolari di un contratto di telefonia mobile. L'iniziativa è partita in seguito ad una sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Veneto che ha dichiarato impropria l'applicazione della suddetta imposta, che ammonta a 5,16 euro mensili per i privati (addebitati direttamente sul conto-corrente) e a 12,91 euro al mese per i contratti aziendali.

Da qui è partita la riscossa dell'Adoc, che sta promuovendo un'istanza collettiva per chi vuole essere rimborsato dell'ingiusta gabella. Sul sito dell'associazione è possibile scaricare una lettera di diffida da inviare alla propria compagnia telefonica tramite raccomandata, con allegata la copia delle fatture e delle ricevute di pagamento. Il massimale del rimborso può arrivare a 186 euro per i privati, fino a 464,76 euro per aziende ed enti locali.

Il presidente Adoc Carlo Pileri fa sapere intanto che "i gestori stanno già eliminando tra le voci di spesa l'importo per la tassa di concessione governativa. Segno che hanno recepito la sentenza, in attesa di regolare quanto chiesto in precedenza". Le bollette saranno dunque meno salate d'ora in poi: per ottenere un ulteriore risparmio è possibile valutare le offerte delle compagnie di telefonia con Supermoney, il portale del confronto delle tariffe telefoniche, e scegliere l'opzione più adatta alle proprie tasche.

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