Inviare un sms, una e-mail, un messaggio di chat o condividere un post su Facebook e aspettare una risposta, genera in tantissimi casi un senso di attesa notevole, soprattutto nei giovani. Questa attesa si fa più stressante per i possessori di cellulari smartphone, data la concentrazione di tutti i canali di comunicazione in un unico dispositivo. E' quanto emerge da una ricerca condotta dall'Università di Worchester nel Regno Unito, presentata in occasione del Congresso della British Psycological Society.

I dati emersi dalla ricerca sono estremamente preoccupanti. Su una media di 100 utenti che fanno uso di connessioni internet mobili mediante un cellulare, il 37% degli adulti e il 60% dei giovani si sono rivelati del tutto sottomessi all'uso del dispositivo.

Spesso chi attende con ansia che lo schermo del suo cellulare si illumini, per un messaggio o per una notifica qualunque di risposta, raggiunge a causa dell'attesa un condizionamento tale da arrivare ad immaginare erroneamente di sentire suonerie e vibrazioni. Delle vere e proprie allucinazioni. Ed è proprio questo che secondo la ricerca inglese crea maggiore dipendenza, tanto che l'hanno definita "sindrome" da smartphone. Quel trillo che indica qualcosa in entrata sul proprio cellulare è ormai sinonimo di contatto con il mondo esterno; ma se poi cala il silenzio il rischio è quello di impazzire, guardando continuamente il display, bloccando e sbloccando il cellulare o rileggendo mille volte quello che si è inviato, mentre il mondo fuori continua a girare.

Richard Balding, autore dello studio, ha definito "pauroso" il tempo che i possessori di smartphone impiegano per l'uso di questo oggetto. Ma ciò che fa ancora più paura e di cui pochi si rendono conto è che l'essere dipendenti da un cellulare, oltre ad essere fonte di stress, è fonte di annullamento dei rapporti interpersonali tra gli esseri umani, che finiscono per lasciar passare tutti i loro stati d'animo attraverso un mondo virtuale. E se poi ci si mette anche la delusione di una risposta non pervenuta o fuori dalle aspettative, ci si sente irrimediabilmente soli.