Mentre il Governo italiano si impegna a limitare l'uso del contante, si progetta di pagare con smartphone e tablet. A prevederlo è lo studio "The future of money in a mobile age", realizzato dal Pew Research Center in collaborazione con Elon University.

Il 65% delle 1.021 persone intervistate ritiene, infatti, che a sostituire le carte di credito saranno i telefoni cellulari di ultima generazione. Una previsione confermata dai massimi esperti di tecnologia secondo cui entro il 2020 i dispositivi mobili intelligenti diverranno i principali strumenti di pagamento.

Secondo le indagini più recenti sono sempre più numerosi i consumatori che preferiscono effettuare acquisti online tramite il proprio telefono cellulare. In America, poi, smartphone e tablet sono i mezzi privilegiati per accedere ai servizi bancari. Da una precedente ricerca del Pew risulta, infatti, che oltre un terzo dei proprietari di smartphone si serva del cellulare per effettuare operazioni di pagamento di bollette o di controllo dei conti, mentre circa il 46% ha scaricato e comprato un'applicazione mobile.

Uno scenario allettante per le società finanziarie e le aziende del settore tecnologico che hanno adottato diverse soluzioni per agevolare i pagamenti e i trasferimenti di denaro via mobile.

Alcuni telefoni di ultima generazione sono dotati di un lettore o card reader che consentono di effettuare versamenti con carte di credito. In altri casi i passaggi di denaro sono resi possibili da sistemi che sfruttano il contatto fisico tra gli apparecchi (vedi Bump). Inoltre nel 2011 Google ha ideato, in collaborazione con Citi bank e MasterCard, Google Wallet che consente di utilizzare il cellulare come un portafoglio elettronico. Il sistema, servendosi della tecnologia NFC (Near Field Communication), consente di effettuare acquisti avvicinando il cellulare ad un dispositivo presente nel punto vendita del commerciante affiliato al circuito.

Un modo più semplice e rapido di pagare che tuttavia non ha mancato di sollevare critiche e sospetti. Molti, infatti, lamentano l'esposizione della tecnologia NFC agli attacchi dei pirati informatici e la difficoltà di tutelare la privacy dei consumatori e l'anonimato degli stessi nelle transazioni effettuate.