Ormai l'utilizzo di apparecchi elettronici è un'abitudine che riguarda non solo l'ambito lavorativo, ma anche il tempo libero della maggior parte delle persone. Pc, cellulari, smartphone e tablet accompagnano gran parte delle giornate di molti lavoratori che spesso, dopo le 8 ore di lavoro passate davanti allo schermo del pc, si mettono a smanettare con lo smartphone, il tablet o il pc portatile personale.

Questa tendenza a non smettere mai di essere connessi e a non spegnere mai smartphone o tablet è stata però etichettata come una cattiva abitudine da una ricerca dell'inglese Chartered Society of Physiotherapy. L'eccessivo "attaccamento" alla tecnologia, secondo lo studio, rappresenta un problema non solo in termini di salute, ma anche di relazioni umane.

Secondo lo studio, che ha previsto un sondaggio on line su oltre 2000 lavoratori, si è scoperto che più di due terzi di essi, finito l'orario lavorativo continua a usare i propri smartphone, tablet o pc e lo fanno per lo più per lavorare. Oltre all'affaticamento degli occhi, c'è il rischio di soffrire di disturbi legati alle articolazioni, alla schiene e al coll. Inoltre, l'essere degli "schiavi" degli schermi elettronici, porta inevitabilmente anche ad azzerare le relazioni sociali e a soffrire di patologie legate allo stress.

Il presidente della Chartered Society of Physiotherapy Helena Johnson spiega: "fare un po' di lavoro extra a casa potrebbe sembrare una buona idea a breve termine, ma se diventa una parte normale della routine serale, può portare a problemi come mal di schiena e dolore al collo, e a patologie legate allo stress. E questo è particolarmente vero se si utilizzano dispositivi portatili e non si pensa alla postura". Saper "staccare la spina" appare un buon consiglio per tutti: prevenire è meglio che curare.