Nonostante lo sviluppo tecnologico, come l'introduzione di microchip e password "usa e getta", abbiano accresciuto il livello di sicurezza dei pagamenti elettronici, le transazioni effettuate tramite web o via cellulare continuano ad essere oggetto di truffe ricorrenti. Infatti stando ai dati diffusi dalla Bce nel primo rapporto sulle frodi relative ai sistemi di pagamento elettronico, nel 2010 la metà delle truffe è stato effettuata proprio sui pagamenti via email, telefono o internet. Ora da Las Vegas arriva un nuovo allarme sulla sicurezza degli smartphone. I cellulari "portamonete" e le loro vulnerabilità sono stati, infatti, al centro dell'edizione 2012 della conferenza Def Con di Las Vegas, il principale raduno hacker al mondo.

La possibilità di usare il telefono cellulare come strumento di pagamento, attrae l'interesse dei pirati informatici, soprattutto in considerazione del fatto che secondo gli esperti nel giro di 10 anni il cellulare sarà il principale strumento di pagamento. Il rischio non è solo quello di essere derubati del proprio denaro, ma anche della propria "identità". In questi dispositivi, accesi 24 ore su 24, vengono, infatti, immagazzinati tutti i dati del proprietario, compresa la sua posizione. Penetrarvi, dunque, significa avere accesso a dati sensibili, come carte di credito, carta d'identità e altri documenti personali. E farlo sembra essere molto più semplice di quanto si creda.

Nel corso della conferenza lo specialista in sicurezza Eddie Lee di Blackwing Intelligence ha utilizzato uno smartphone Android per dimostrare quanto sia facile violare un telefonino per ottenere i dati della carta di credito e fare acquisti a spese del proprietario. Basta avvicinare un sensore al telefono per intercettare i segnali del chip NFC, prendere il controllo del dispositivo e utilizzarlo ai propri fini. Senza dimenticare, come spiega Charlie Miller, ex analista della NSA e attualmente consulente della società di sicurezza Accuvant, che ogni volta che trasferiamo dati dai nostri cellulari a un lettore esterno, aumenta la possibilità di intercettare i nostri dati sensibili.