Il nuovo iPhone 5 è stato presentato in queste ore e già si scatenata una polemica. Per lo smartphone di quinta generazione infatti si allungano le ombre terribili delle fabbriche orientali in cui i lavoratori sarebbero sfruttati e malpagati. Secondo quanto riportato dall'Unità, al centro delle polemiche ci sarebbe la Foxconn, l'impresa taiwanese già al centro di scandali che avevano costretto Tim Cook a metterci la faccia.

Secondo le indiscrezioni che emergono da un reportage pubblicato dallo Shanghai Evening Post, uno dei loro giornalisti è riuscito a farsi assumere dallo stabilimento Taiyuan, ci ha lavorato dieci giorni e alla fine ha raccontato che nei dormitori, per esempio, la situazione è da "incubo".

Le giornate lavorative di ben 20 ore sono descritte come massacranti: "Devo lavorare almeno 5 frontalini al minuto per 10 ore, ovvero 3mila in tutto". Apple e Foxconn, al momento, non hanno smentito questa ricostruzione e di certo la questione non finirà qui. Su lo Shanghai Daily, si racconta di un'altra vicenda, non meno grave. Secondo alcune dichiarazioni riportate da alcuni studenti infatti gli stagisti presso la suddetta fabbrica sono stati malpagati. Intanto il nuovo "melafonino", è pronto alla distribuzione che avverrà tra pochi giorni negli USA ed in Europa tra fine settembre ed inizio ottobre.