File lunghissime si sono avute sin dalla mezzanotte del giorno che ha preceduto l'apertura delle vendite del nuovo iPhone 5 iniziate venerdi 28 settembre alle ore 8 del mattino. Notti "bianche" dunque per molti giovani (dai 25 ai 35 anni in media) per accaparrarsi questi primissimi cellulari della Apple.

In provincia di Bologna, al mattino dell'apertura, i clienti sono stati accolti con l'offerta gratuita della colazione a base di acqua, caffè e cornetti. La crisi economica evidentemente non ha scoraggiato gli appassionati, ma ha fatto ritenere che non esistano ostacoli di sorta per chi è disposto a fare dei sacrifici pur di primeggiare nel possesso di questa nuova tecnologia.

Scene analoghe sono avvenute in tutti gli 11 Apple store d'Italia : da Firenze a Catania e da Milano a Caserta. I prezzi vanno dai 729 euro per la versione minima di 16 Gb, a 839 euro per la versione media di 32 Gb e ai 949 euro per quella al top di 64 Gb. Su Facebook e Twitter si leggono i commenti più disparati circa l'incomprensibile comportamento di questi facinorosi acquirenti: da chi ha inveito contro l'esagerato consumismo in un momento di crisi, a chi ha persino proposto alla Guardia di Finanza di controllare fiscalmente questi acquirenti.

Come ben sappiamo, il settore avanzato dell'elettronica, non è nuovo a tali comportamenti. Da molti anni ormai, per effetto della continua e rapida innovazione, i prezzi tendono a scendere anche in pochissimo tempo non appena nasce un nuovo modello, ampliando in tal modo, anche il settore delle corrispondenti vendite dell'usato.