Potrebbe essere considerata l'ultima frontiera del marketing o per converso essere ricordata come la prima forma di pubblicità occulta nella storia della rivoluzione digitale: ci stiamo riferendo a quanto scoperto dai ricercatori dell'Università di Sydney, secondo i quali centinaia di app per cellulari - disponibili nei più comuni circuiti di vendita online - indurrebbero indirettamente al consumo di tabacco.

Stando ai risultati della ricerca condotta (risultanze riportate e pubblicate dal portale Repubblica.it) sarebbero almeno un centinaio le app incriminate e accusate di promuovere il consumo di sigarette; tra queste ne sono state isolate cinque che ancora più delle altre risaltano per l'attività di promozione svolta a vantaggio dei prodotti legati all'industria del tabacco.

In cima alla lista spicca "MyAshtray" per iOS, un "simulatore di fumo" a tutti gli effetti che consente all'utente, con un solo tocco impresso sul display dello schermo, di scuotere la cenere all'interno di un posacenere virtuale; più in giù troviamo l'app "iRolling Cigarettes", un applicazione mediante la quale l'utente può arrotolare tabacco in una cartina virtuale, e "Puff Puff Pass" per iPhone, una sorta di giochino elettronico nel quale risulta vincitore chi passa la sigaretta al personaggio indicato istantaneamente dagli admin del gioco.

A chiudere il cerchio "Cigarettes", un database nel quale giungono ad essere incrociate le marche disponibili sul mercato con le relative caratteristiche "tecniche" ascrivibili al prodotto (pensiamo alla composizione chimica) e "Cigarette Battery Widget" per Android, un app mediante la quale il livello di usura della batteria del device utilizzato viene ad essere segnalato dal consumarsi di una sigaretta che poco a poco va spegnendosi.

Il mercato digitale è ormai da tempo caratterizzato dalla presenza di utili app per quel che concerne il consumo di sigarette (pensiamo alle app che contengono mappe aggiornate con l'esatta ubicazione di punti vendita legati al tabacco) ma la presenza di applicazioni che in modi sublimati ed indiretti (nemmeno tanto) inducano al consumo di tabacco o rimandino al concetto di fumo rappresenta una pesante violazione delle norme sulla pubblicità previste a carico dei produttori.