Con Google Play, cioè il negozio virtuale di Google, e con l'App Store di Apple c'è la possibilità, secondo tante denunce di consumatori, di trovarsi addebitati sulla carta di credito acquisti mai fatti, almeno non volontariamente.

Inserendo la password per scaricare un'app gratuita, infatti, c'è il rischio che i sistemi di pagamento Google Play e App Store addebitino altre app, però a pagamento. È proprio per questo motivo che Altroconsumo, l'associazione che tutela i consumatori, ha già inviato al Garante due ricorsi per pratiche commerciali scorrette.

Ecco cosa succede. Nel negozio virtuale di Google molti giochi, soprattutto quelli per bambini, sono gratuiti ma hanno funzionalità limitate. Perché abbiano più funzionalità è necessario che sborsare denaro, il che è molto facile visto che, in Google Play una volta inserita la carta di credito l'acquisto può avvenire molto facilmente, cliccando solo un paio di tasti.

Stesso problema si presenta per Apple: quando si scarica un'app da Apple Store il sistema chiede una parola chiave ma, per velocizzare l'operazione, se si procede con l'acquisto di un'altra app a 15 minuti di distanza dalla prima la password non viene richiesta.

La soluzione è, in parte, già stata trovata: per il sistema Android (quindi per Google) è possibile impostare un pin prima di fare acquisti online, quindi questo contrasterebbe in parte l'acquisto involontario di app. Per Apple, invece, si può cliccare su "abilita restrizioni" e disabilitare del tutto la sezione Inapp oppure impostare la password in modo che venga richiesta ogni volta.