Tra le poche certezze dell'industria videoludica c'era quella che Nintendo e gli smartphone fossero acerrimi rivali e che mai e poi mai l'azienda avrebbe prodotto videogiochi per i nuovi cellulari a misura di web che stanno mettendo a rischio il suo dominio sul mondo videoludico portatile.

Anche se la possibilità di vedere titoli come The Legend of Zelda e Super Mario Bros su un iPhone nel prossimo futuro rimare remota (per usare un eufemismo), Nintendo ha, di fatto, aperto uno spiraglio agli smartphone con Miiverse, un social network lanciato insieme alla console Wii U in cui gli utenti usano i propri Mii (gli alter ego virtuali creati con la prima consolle Wii) come Avatar.

Inizialmente gli utenti saranno in grado di accedere a Miiverse dai propri smartphone solo attraverso il browser integrato (ma anche questo è già un cambiamento significativo) e in futuro potranno farlo con diverse App Miiverse dedicate per iOS e Android. Molti auspicano che un potenziale successo del titolo su smartphone potrebbe far ricredere i vertici dell'azienda e spingerli a creare prodotti videoludici per le nuove piattaforme mobile.

La politica di Nintendo sui giochi free to play non pare comunque destinata a cambiare, più che altro per una questione di business model: «Non ho nessuna intenzione di offrire videogiochi gratis», ha ripetuto per l'ennesima volta Satoru Iwata, presidente globale di Nintendo, «e lo dico in quanto anch'io sono uno sviluppatore e voglio fare in modo che anche in futuro il valore del software continui a essere apprezzato dai consumatori. Se oggi distruggiamo il valore dei videogiochi poi sarà molto difficile ristabilirlo».