Sondaggi elettorali, l'app di Swg denominata PoliticApp è stata bloccata dall'Agcom, scatenando le ire della società. Il divieto dell'Agcom si riferisce, ancora una volta, alla possibilità di diffondere dati nei 15 giorni che precedono le elezioni, ma la stessa Agcom aveva accordato a Swg il permesso per diffondere questi dati fino al 26 febbraio. Allora come si spiega la decisione dell'ultimo momento di vietare i sondaggi della app?

La app per sondaggi elettorali aggiornati in tempo reale realizzata dalla nota società Swg è andata incontro al blocco dell'Agcom, dopo che la stessa Agcom aveva concesso il permesso per la diffusione dei dati fino al 26 febbraio. Secondo l'Agcom l'iniziale via libera al progetto era stato deciso in quanto la app, essendo a pagamento, si pensava avrebbe potuto diffondere solo limitatamente i dati relativi ai sondaggi per le elezioni del 2013.

Il prezzo della PoliticApp Swg tuttavia non era così alto da limitarne a sufficienza la diffusione (9,99 euro, nemmeno troppo basso, a dir la verità), da qui il cambio di rotta dell'Agcom, che ha rivisto la precedente decisione ingiungendo il blocco ai servizi della app per i 15 giorni che precedono le elezioni politiche del 2013. La possibile grande diffusione della app, infatti, "configura", secondo l'Agcom "un'oggettiva violazione del divieto imposto dalla legge sulla par condicio".

La società Swg ha preso molto male la notizia, come c'era da aspettarsi. Il presidente Roberto Weber ha dichiarato: "Noi rispettiamo la legge, ci penseranno i nostri avvocati. Chi ha scaricato la nostra PoliticApp non si preoccupi: ci mandi un'email e noi provvederemo a dare comunque tutte le informazioni che abbiamo promesso. Se non potremo, restituiremo i soldi". Insomma, sarà battaglia. Swg ha dichiarato l'intenzione di fare il possibile per fornire comunque tutti i dati a chi ha acquistato la app. Se questo non sarà possibile la Agcom dovrà fronteggiare una causa che potrebbe costarle molto cara.