Per quei pochi, anzi pochissimi, che ancora non conoscessero di cosa stiamo parlando, chiariamo che Whatsapp è probabilmente l'applicazione per smartphone e cellulari più usata al mondo.

Disponibile in qualsiasi "store", sia Apple sia Android, il programma permette, sfruttando la vostra connessione ad internet, di messaggiare gratuitamente e senza nessun tipo di vincolo, con i contatti presenti all'interno della vostra rubrica. Tale caratteristica ha scontentato i vari gestori telefonici, che hanno visto diminuire notevolmentemla quantità di sms a pagamento inviati dagli utenti, il che ha portato all'inizio di una gara, che ha visto sfidarsi "le tariffe più basse in assoluto".

Ma, come tutto quello che fa tendenza, anche Whatsapp presenta un piccolo neo, che ha scatenato il panico tra gli utenti, all'inizio di quest'anno, ossia il passaggio al pagamento di un canone annuale. Mentre infatti, chi ha usufruito dell'applicazioni su dispositivi Apple, si è visto decurtare dal credito o dalla carta di credito 80 cent per l'acquisto del programma, gli utenti Android hanno potuto usufruire di quest'ultimo gratuitamente per un anno, per poi dover a loro volta provvedere al pagamento.

La cosa non ha spaventato gli affezionati, che di fronte alla dipendenza creata dal programma, l'oggettiva praticità e "il risparmio" portato da quest'ultimo in termini di credito residuo, di certo hanno trovato effimero il pagamento di una somma come 80 cent per l'uso annuale del loro tanto amato programma.

Fin qui nulla di strano, se non fosse per un unico e piccolo problema, il pagamento non sempre va in porto. Si potrebbe forse gridare alla truffa e qualcuno l'ha fatto, abbandonando Whatsapp, per alcuni dei suoi tanto rinomati avversari, come Viber per esempio.

Il fatto è questo: una volta ricevuta la notifica di scadenza del programma, l'utente è gentilmente invitato ad inserire i dati della propria carta di credito, dalla quale verrà decurtato l'importo dovuto. Successivamente, una volta compilati anche i campi che riguardano l'account Google e, conclusa l'operazione, arriverà in posta una mail di notifica dell'avvenuto pagamento. Il problema nasce però quando, una volta riavviato il programma, questo risulta essere ancora bloccato, mentre la famosa notifichina, vi invita a pagare per riattivarlo.

In molti, visto il continuo insuccesso delle loro operazioni di pagamento e il versamento di somme ben più alte degli 80 cent, non trovando risposte su internet su come risolvere il problema, hanno deciso di dire addio definitivamente alla famosa "icona verde".

Che sia la fine di un era? Questo non è ancora chiaro, fatto sta che i download degli storici concorrenti di Whatsapp stanno lievitando notevolmente, controllare per credere.