Il prezzo commerciale all'ingrosso degli sms in Italia, in media pari a 4,57 centesimi a gennaio 2012, "è tra i più alti in Europa, dove si registra una media pari a circa 3,15 centesimi". A dirlo, riferendosi ai costi operativi e non a quelli (conseguenti) pagati da chi invia messaggini col cellulare, è l'Antitrust, in un parere all'Agcom nel quale la stessa autorità garante della concorrenza in Italia avverte l'organismo delle telecomunicazioni che non sarà effettuato alcun intervento per disciplinare quei prezzi.

Aumentati, quanto a numero complessivo, del 300% tra il 2010 e il 2011, gli sms convergeranno da soli - secondo le previsioni dell'Antitrust - verso prezzi in linea con la media europea. L'espansione dei social network sta infatti rendendo obsoleti e superati gli stessi sms: il 23% di coloro che usano i social network ha già smesso di scambiarsi sms. "I dati emersi dalle analisi dell'Autorità hanno effettivamente mostrato che il numero di Sim che hanno generato traffico Ip è più che raddoppiato negli ultimi tre anni e che, tra il 2010 e il 2011, il numero di messaggi istantanei inviati tramite rete mobile è cresciuto del 300% circa. La percezione di gratuità di tali servizi (il cui prezzo è compreso nell`offerta di connessione a Internet) è senza dubbio un fattore determinante nel processo di sostituibilità con gli Sms off-net".

Il mancato intervento dell'Antitrust ha tuttavia suscitato una presa di posizione negativa del Codacons, associazione di tutela dei consumatori.