L'Italia il paese dei costi gonfiati a tavolino. Vi ricordate quando nel costo di ricarica si doveva pagare una commissione agli operatori telefonici? Una sorta di tassa. Ora l'Antitrust in un parere inviato all'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (Agcom) ha evidenziato come il prezzo all'ingrosso degli sms italiani da cellulari è di 4,57 centesimi contro i 3,15 centesimi di media europea.

Si parla di prezzi all'ingrosso che lievitano poi nei rapporti diretti di vendita. Il tutto oggigiorno è ammortizzato solo dai pacchetti tutto incluso o dai pacchetti solo messaggi che i vari operatori offrono tramite il corrispettivo mensile fisso. Un modo come un altro per nascondere il prezzo finale al consumatore.

Al fine di comprendere al meglio la notevole distanza dell'Italia dal resto dell'Europa basti un esempio su tutti, cioè quello che offre la Francia, dove per 20 euro al mese si hanno chiamate illimitate verso i cellulari francesi, statunitensi e canadesi e i fissi di 41 paese e in più sms e mms illimitati e tre gigabyte di traffico dati al mese. Una tariffa fuori dalle nostre possibilità che ci deve far pensare che qualcosa in materia possa essere fatto.

L'Italia deve registrare anche questo richiamo dell'Antitrust e le compagnie telefoniche ora dovranno rivedere le loro operazioni di marketing e di offerte al pubblico, consapevoli che, in caso contrario, le varie associazioni di categoria potrebbero intraprendere diverse azioni.

Una notizia allarmante se si pensa che quello degli sms è un mercato tra i più fruttiferi al momento, dato che è uno strumento utilizzato da quasi tutta la popolazione italiana ogni giorno.

Non resta che sperare in un pronto intervento politico a riequilibrare un mercato difforme dal modello europeo.