L'Amministratore delegato Wind Maximo Ibarra ha illustrato alla conferenza stampa del 12 aprile l'accordo siglato con Huawei e Sirti per la realizzazione della rete Lte. L'intesa raggiunta prevede investimenti da parte di Wind per 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni. Con questa stipula, Wind si impegna a realizzare la rete ultraveloce di telefonia mobile di quarta generazione (Lte), scorporandosi da Telecom e fondendo il know how e le tecnologie evolute di Huawei e di Sirti.

Senza dubbio una boccata di ossigeno per la recessione in atto nella nostra economia, un toccasana per arginare il "digital divide" di cui soffre la nostra società in perenne ritardo tecnologico rispetto agli altri paesi europei e non.

La nuova struttura di rete garantirà una copertura capillare per la fornitura di nuovi servizi ad alta qualità di connettività 4G sull'intero territorio nazionale.

Con questo accordo Wind concretizza un ulteriore e considerevole investimento che segue il potenziamento delle performance della rete mobile di Wind, ha ribadito l'amministratore delegato, sottolineando che a queste scelte "si aggiunge quella dello scorso ottobre di evitare la cessione di 1.700 dipendenti che gestiscono proprio le attività della rete, da noi considerate tra i principali asset strategici".

Con particolare favore Roberto Loiola, vicepresidente di Huawei, la società cinese impegnata nell'Ict ha accolto la decisione di Wind d'investire in Italia con grande spiegamento di tecnologie avanzate di rete fissa, mobile, Ict e convergente, nella banda larga mobile e nel cloud computing. "Questi investimenti -ha detto- consentiranno la realizzazione di una rete più veloce, di qualità superiore e garantiranno una migliore customer experience ai cittadini e alle imprese italiane".

Un'importanza di indubbio valore strategico per il nostro Paese ha quest'accordo con Wind e Huawei per Stefano Lorenzi, amministratore delegato di Sirti, la società italiana che progetta e realizza infrastrutture di reti e opera nei mercati di Tlc e nell'Ict. L'accordo, ha sottolineato Lorenzi, "crea infrastrutture competitive per un'Italia digitale".