Sarà pure stata concepita da un genio assoluto come Steve Jobs ma anche la Apple ogni tanto commette qualche errore di valutazione; non può infatti essere spiegata in altro modo la debalce che sta prendendo forma attorno alla produzione dell'iPhone 5C, che nelle intenzioni dei vertici del colosso californiano doveva rappresentare il primo iPhone low cost.

Per ogni iPhone 5C sono di fatto stati venduti 2,3 iPhone 5S, una stima che ha convinto i vertici di Cupertino a ridurre il numero di ordini inizialmente fatto pervenire ai fornitori Foxconn e Pegatron; a complicare ancora di più le cose i numerosi difetti riscontrati sullo smartphone dai tecnici della Foxconn stessa, che in considerazione di ciò hanno deciso di bloccare la produzione di iPhone 5C e di immettere sulla stessa catena l'iPhone 5S.

Come noto, la Foxconn è ormai da anni partner della Apple, forse qualcosa in più visto che i prodotti di punta del colosso di Cupertino (gli iPhone) vengono prodotti proprio dall'azienda di Taiwan; la produzione dell'iPhone 5C era dislocata presso lo stabilimento Foxconn di Zhengzhou, nella provincia centrale dell'Henan, dalla quale ogni settimana fuoriesce qualcosa come 50.000 telefonini, ma come già accennato si è optato per lo stop della produzione.

Oltre alle questioni di carattere tecnico, i tecnici Apple dovranno valutare l'andamento sul mercato dell'iPhone 5C e prendere provvedimenti: fermandosi al solo dato cinese, il 5C rappresenta infatti il 21,4% appena delle vendite totali contro il 78,6% invece costituito dal 5S.

Al momento non si crede che il melafonino possa essere ritirato dal mercato, ma l'impressione è che Apple dovrà apportare immediati correttivi se vuole scongiurare di andare incontro a quello che si preannuncia a tutti gli effetti come un vero e proprio flop.

L'attuale congiuntura potrebbe poi portare ad un ulteriore riflessione sui tempi di produzione e lancio sul mercato di nuovi device; aziende come Apple - anche gli altri giganti attivi nel comparto dell'hi-tech non sono da meno - lanciano sul mercato nuovi device con una velocità tale che ormai i consumatori, anche quelli più assidui e "fedeli", fanno fatica a sostenere il ritmo.

Potrebbe essere a questo punto ipotizzabile ritardare il lancio di nuovi apparecchi per facilitare l'assorbimento e l'attecchimento nel mercato di quelli precedenti immessi.