Dieci anni fa comparve il primo virus che colpiva i dispositivi mobili: fu nominato Cabir e la prima vittima fu Symbian, il noto sistema operativo per smartphone adottato da Nokia, a questo fece seguito Commwarrior che, per diffondersi sui cellulari, sfruttava le rubriche telefoniche e i messaggi MMS.

Ora però nel mirino degli hacker è entrato Android, il sistema operativo per cellulari di derivazione Linux adottato da Google. Secondo il rapporto di Fortinet infatti, fino ad oggi si contano circa 300 diverse famiglie di malware, 1.300 applicazioni maligne e addirittura 400.000 applicazioni dannose per il robottino verde.

Tra le tante minacce per Android vanno segnalati DroidKungFu che riesce a sbloccare il device collegandolo ad un service esterno o Plancton, molto diffuso in rete, che oltre ad aggiungere grandi quantità di pubblicità sul cellulare aggiunge segnalibri indesiderati e cambia la pagina principale che avevamo impostato sul nostro browser.

Apple ha applicato una politica diversa per le applicazioni scaricabili sugli smartphone (tranne quelle scaricabili da siti alternativi come Cydia): le applicazioni distribuite sono verificate una per una per garantire una maggiore sicurezza dell'utente mentre il meccanismo adottato da Google per la scansione anti-malware per le applicazioni diffuse su Play Store, denominata Bouncer, non è ancora in grado di riconoscere in maniera automatica tutte le possibili minacce che possono colpire il nostro smartphone.

In sostanza il problema non va sottovalutato: attraverso il nostro smartphone siamo costantemente in contatto con i dati presenti sul nostro pc: foto, dati e soprattutto dati sensibili come password, email e numeri di carte di credito, quindi la possibilità di considerarci esposti ad eventuali attacchi va presa in seria considerazione.