Oggi siamo tutti abituati ad avere in tasca i telefoni cellulari e grazie alle tariffe di Tre, Tim o Vodafone, possiamo mandare messaggi, chiamare e navigare su internet con pochi euro al mese. Tuttavia, non tutti i cittadini del mondo sono così fortunati e per molte persone avere un cellulare o uno smartphone è un lusso. Ad esempio è così per molti abitanti dell'Africa dove comunque si stanno diffondendo molto i dispositivi elettronici.

Addirittura secondo una ricerca dell'Unesco, i telefoni cellulari sono ormai più numerosi dei gabinetti e se ne contano circa 6 miliardi nel mondo. Acquistare un cellulare incluso nella tariffa o semplicemente entrando in un negozio è infatti facile oggi e sicuramente più economico rispetto a qualche tempo fa. Questo ha portato i prezzi dei dispositivi a crollare drasticamente e ora si trovano molti modelli anche nei Paesi poveri come quelli dell'Africa o dell'Asia.

I telefoni cellulari hanno molte funzionalità ma certamente ci impegnano molto nella lettura. È per questo che secondo l'Unesco l'uso dei cellulari potrebbe rappresentare un'importante arma per sconfiggere l'analfabetismo. Secondo il rapporto presentato in questi giorni "Reading in the mobile era", infatti, aver un cellulare stimola alla lettura e soprattutto rende più semplice ed immediato l'accesso a testi scritti per popolazioni a bassa scolarizzazione.

Un libro in certi Paesi africani o asiatici è infatti un oggetto raro e costoso per una famiglia povera, mentre paradossalmente è più facile trovare un telefono cellulare. Secondo il sondaggio dell'Unesco, quindi, la lettura tramite cellulare è più soddisfacente e gli utenti leggono di più e più a lungo. Principalmente si leggono storie romantiche o testi religiosi e leggono anche le donne che in teoria sono una categoria esclusa socialmente dall'accesso a un oggetto di lusso come un cellulare.

I telefoni cellulari, quindi, diffondono la lettura anche fra gli utenti più piccoli anche se lettura non significa per forza apprendimento e comprensione. I problemi legati all'accesso a contenuti e alla connettività su internet, poi, sono tanti, ma dallo studio Unesco emerge una prospettiva ottimista nella lotta contro l'analfabetismo.