Chiamare con WhatsApp è un sogno che diventerà presto realtà per una tra le applicazioni più utilizzate in Italia. Da quando la maggior parte dei consumatori ha deciso di abbandonare il vecchio telefonino a tastiera mettendo Tim e le sue offerte a confronto con quelle di Wind, Tre o Vodafone per l'acquisto di uno smartphone, anche gli sms, d'altronde, sono stati abbandonati per le nuove app di messaggistica istantanea.

E sembra ovvio, infatti, che qualunque sia il sistema operativo scelto informandosi sugli smartphone e sulle loro caratteristiche, gli utenti non possono che preferire un servizio di questo tipo, rapido e dai costi bassissimi. Il successo di WhatsApp, d'altronde, è dovuto proprio a queste caratteristiche, oltre che alla costanza negli aggiornamenti grazie ai quali sembra che sarà presto possibile anche telefonare tramite l'app.

Chiamare con WhatsApp

Proprio in virtù di un ultimo aggiornamento sembra prossimo l'inserimento su WhatsApp della funzione chiamata. Se ad oggi è possibile inviare file multimediali e comunicare con l'invio di messaggi di testo o vocali, presto si potrà anche chiamare, simulando i servizi VoIP come Skype o Viber.

Proprio in questi giorni, d'altronde, il proprietario Zuckerberg ha rilasciato la versione beta del tool per i primi esperimenti. In attesa dell'uscita ufficiale il servizio è momentaneamente usufruibile da una minima parte di utenti. Per chi fosse impaziente e volesse fin da subito provare questa nuova funzione, però, esiste un sistema per così dire "alternativo".

Il servizio con telefono root

Per abilitare la funzione di chiamata prima del rilascio è necessario, innanzitutto, avere uno smartphone con root. Vale a dire che il telefono deve avere i permessi di amministratore sbloccati, così che l'utente possa agire sul sistema. Nello specifico "root" è proprio il nome che viene dato all'account di amministratore.

Il vantaggio dell'ottenimento dei permessi di root è, evidentemente, quello di poter agire sul sistema operativo, altrimenti inaccessibile. È quindi possibile accedere al contenuto di tutte le cartelle in scrittura, creandone, modificandole o cancellandole, e utilizzare programmi con funzioni particolari. Nello specifico è possibile:

· eliminare le applicazioni in stock

· modificare o sostituire i file di sistema

· cambiare la grafica del dispositivo

· spostare i dati delle applicazioni sulla micro SD

· modificare le impostazioni video e audio

· utilizzare screenshots

· effettuare il backup delle app e di tutti i file di sistema

· bloccare servizi o processi indesiderati

· agire sulla connessione dati

Come abilitare le chiamate

Per abilitare la funzione chiamata su WhatsApp è quindi necessario disporre, oltre che di questi permessi root, anche della versione 2.11.508 dell'applicazione e di un emulatore di terminale per Android. È dunque il momento di aprire il terminale e incollare il codice html seguente:

su
am start -n com.whatsapp/com.whatsapp.HomeActivity

A questo punto WhatsApp dovrebbe avviarsi con il servizio chiamata abilitato. Si noti che, in realtà, il sistema non funziona nel 100% dei casi, ma se la funzione non dovesse risultare attiva basta farsi chiamare una volta per sbloccarla. È inoltre necessario ripetere l'operazione ogni qual volta si voglia utilizzare il tool.

I limiti del sistema

Si ricorda inoltre che con questo sistema è possibile chiamare da WhatsApp solo i contatti con la medesima funzione attiva e che abbiano svolto, quindi, la stessa operazione sul loro smartphone. In pratica quindi non è possibile usarla che con poche persone e, in vista del prossimo lancio ufficiale del tool, quindi, vale forse la pena aspettare e continuare a telefonare come si è sempre fatto finora.