I servizi in abbonamento non richiesti sono al centro della polemica sui social, ma soprattutto nella vita reale perché "sottraggono" credito ai possessori di cellulari Tim e Vodafone. Molti utenti si sono visti addebitare negli ultimi mesi costi per servizi non richiesti sullo smartphone: ecco come farsi rimborsare (quasi sempre) da Tim e Vodafone.

Servizi in abbonamento non richiesti: Tim

Telecom Italia Mobile è stata multata dall'Antitrust per pratiche scorrette relative ai servizi a pagamento non richiesti. Per ovviare ad altre sanzioni e per avvantaggiarsi nella trasparenza, dal 26 ottobre ha introdotto il doppio click nelle procedure di attivazione: se prima questo procedimento poteva essere casuale, bastava uno slide errato sullo schermo, un click su confermo o uno scherzo tra amici, con il doppio click sembra impossibile attivare servizi inconsapevolmente.
Il rimborso del credito "sottratto" potrà essere fatto entro 12 giorni dall'attivazione solo con richiesta diretta all'operatore di call center Tim.

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Servizi in abbonamento non richiesti: Vodafone

Anche Vodafone è stata multata dall'Antitrust e, per questo, ha introdotto il doppio click da parte dell'utente per confermare l'acquisto consapevole di servizi digitali. A differenza di Tim, Vodafone ha previsto il rimborso per i costi sostenuti tramite l'app My Vodafone.

Questa iniziativa richiede due precisazioni:

  1. se non si possiede uno smartphone, ovviamente, la app non può essere utilizzata, quindi, gli utenti Vodafone più vintage potranno ottenere rimborso parlando con un operatore del 190;

  2. da questo rimborso è totalmente escluso il piano Vodafone Exclusive, il piano che prevede una maggiorazione di 1,90 euro rispetto ai piani mensili e che per questo, è considerato modifica delle condizioni di contratto. Per questo motivo la richiesta di rimborso via app non è fattibile, bisogna comunicare con l'ufficio commerciale e sperare che questa richiesta venga accettata, ma non è detto, nonostante l'esclusività del contratto.

Un consiglio per risparmiare sui servizi in abbonamento non richiesti è leggere sempre con attenzione i messaggi informativi degli operatori e non cestinarli come pubblicitari senza nemmeno aprirli: all'interno sono enunciati tutti i cambiamenti contrattuali e le modalità per affrontarli senza spese cospicue.